14 dicembre 2015

Bio-Psicosomatica

La Bio-Psicosomatica

«Il benessere, le malattie fisiche e mentali, il comportamento volontario e automatico sono i risultati dell’adattamento dell’Individuo all’Ambiente. Tali risultati non sono la semplice conseguenza casuale della capacità di sopravvivenza. Il programma biologico di adattamento dell’individuo, per essere compreso e contestualizzato, va relazionato con le “possibilità strutturali” di quel particolare Individuo, in un particolare ambiente e in particolare momento della sua storia familiare, grazie alla chiave di osservazione offerta dalla Biopsicosomatica. A volte, solo a volte, capita che l’Individuo decida di prendere consapevolezza della propria natura e inizi a osservare Se stesso e il proprio mondo in senso Bio-Logico»

Le tecniche utilizzate nella pratica della Bio-Psicosomatica sono:

  • Psicogenealogia
  • Genogramma
  • Geniosociogramma
  • Analisi dei conflitti programmanti e scatenanti
  • Ananlisi dei bisogni e dei simboli numerici
  • Analisi dei legami familiari (Costellazioni familiari)
  • Role Playing
  • Psicodramma
  • Tecniche ed esercizi di consapevolezza psico-biologica (Risentito biologico)

 

«Tutte le malattie sono programmi biologici di sopravvivenza, risposta del nostro cervello a una situazione emozionale incompiuta»

Pensiamo ad esempio alla malattia. Siamo abituati a considerarla uno scomodo imprevisto piovutoci addosso per caso, estraneo a noi. E, coerenti con questo modo di viverla, affidiamo a qualcuno o qualcosa, un estraneo in effetti, il compito di guarirci, sperando anche lo faccia in fretta. E se invece entrassimo nel significato più profondo delle nostre malattie? Se ci chiedessimo perché, proprio in quel determinato momento della nostra vita e proprio in quella parte del corpo ci siamo ammalati? Se comprendessimo il senso di ciò? E ancora: se la malattia non fosse altro che una soluzione alle problematiche che stiamo vivendo? Una soluzione già adottata da qualcuno prima di noi nella nostra linea familiare? Anzi, la miglior soluzione data dal nostro cervello per garantirci la sopravvivenza? Con questo non si vuole certamente intendere di non prendersi cura di se stessi affidandosi a uno psicologo o a un medico che hanno conseguito i propri titoli e le proprie fondamentali competenze a prezzo di grandi sforzi e impegno. Si intende invece di cominciare a considerare un cambiamento di prospettiva verso l’origine e la bio-logica delle malattie, per osservare che esse, le malattie, non arrivano da sole per una qualche sfortuna o “energia negativa”, ma sono il risultato di un complesso adattamento edespressione psico-biologica che mette al centro “l’UMANITÀ”, piuttosto che l’uomo.

A cambiare prospettiva infatti, scopriremmo una realtà diversa, una invisibile trama nella quale si sviluppa l’esistenza di ciascun individuo, ragnatela di fili invisibili di cui siamo prigionieri e artefici. Fili di memorie, ereditate e trasmesse, generazione dopo generazione. Fili che si diramano dalle nostre radici. Non siamo poi così liberi come crediamo. “Portatori sani” noi, di un progetto inconscio dei nostri genitori, che diventa il “progetto-senso” della nostra vita, che tuttavia “nostra” non è, bensì la “loro”: genitori, nonni, magari un fratello morto, che noi rimpiazziamo, ovvio, a nostra insaputa. E a cambiare prospettiva, scopriremmo anche che, come le malattie, così i comportamenti, gli eventi, gli incidenti, le “coincidenze” nella “nostra” vita sono incasellate in ritmi e cicli per nulla governati dal caso!

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Ma esiste poi un modo, di sfuggire a questi fili invisibili, di afferrarli e trasformare percorsi automatici “biologicamente programmati? Un interessante approccio terapeutico, da questa prospettiva, ce la offre la Psicobiologia o Bio-Psicosomatica. Risalendo alle memorie, alle sequenze emozionali non concluse dei nostri antenati, questa nuova disciplina permette di trasformare i legami con le linee genealogiche e di evitare i tranelli delle ripetizioni transgenerazionali inconsce. Da questa prospettiva inizia un percorso che, lungo la fitta rete che collega il cervello inconscio, biologico, emozionale a quello cosciente – razionale, conduce alla scoperta del nostro autentico essere. E la guarigione, va ben oltre la soppressione del sintomo.

Le tecniche utilizzate dalla Bio-Psicosomatica sono molteplici, dal genogramma, ricostruzione del proprio albero geneaologico familiare al geniosociogramma, rappresentazione dell’albero genealogico, da cui emergono i differenti tipi di relazione del soggetto in rapporto al suo ambiente. Il punto di partenza è la biologia comportamentale di Henry Laborit. Difficile però prevederne il punto di arrivo.

Impossibile rinchiuderla in un’unica scuola di pensiero.

  • Si rimandano i lettori a un semplice articolo nel quale viene intervistato Jean Claude Badard a proposito della Bio-Psicosomatica. Per leggerlo scaricare il PDF cliccando sull’icona qua sotto.

 

LE RELAZIONI.

Amasra n.3 del 21 Giugno 2015 Scarica il file in Pdf.

Tecniche utilizzate nella pratica della Bio-Psicosomatica sono:

  • Psicogenealogia
  • Genogramma
  • Geniosociogramma
  • Analisi dei conflitti programmanti e scatenanti
  • Ananlisi dei bisogni e dei simboli numerici
  • Analisi dei legami familiari (Costellazioni familiari)
  • Role Playing
  • Psicodramma
  • Tecniche ed esercizi di consapevolezza psico-biologica (Risentito biologico)

 

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