11 dicembre 2015

❖ Psicologia dello Sport

Contatto diretto: 06.21128186

 

 

Le tecniche d’elezione utilizzate dagli esperti del Centro Studio Airone nell’ambito della Psicologia dello sport, nella preparazione atletica e nel sostegno psicologico all’atleta sono principalmente:

  • la visualizzazione creativa;
  • il focus emotivo;
  • il sostegno dell’atleta infortunato;
  • il sostegno emozionale;
  • la psicoterapia umanistica e bioenergetica;
  • il training autogeno;
  • la mindfulness.

Come per tutte le branche della Psicologia, anche in questo caso non è possibile parlare in modo esaustivo di una tematica ampia e complessa e sulla quale sono concepiti corsi di studio, master e tecniche specifiche, per ulteriori informazioni rimandiamo alla lettura di manuali e testi specifici sull’argomento. Per una breve trattazione vi riportiamo quanto di seguito.

Punti chiave per l’analisi e il sostegno del gruppo e del singolo atleta all’interno della Psicologia dello Sport sono:

  • Mental training
  • Self talk
  • Gestione dell’ansia
  • Rilassamento
  • Gestione dello stress
  • Funzionamento del gruppo
  • Analisi degli obbiettivi  

Questa disciplina si è sviluppata in modo particolare in Europa e nel Nord America trovando terreno fertile nel mondo accademico e in quello sportivo. Entrambi questi settori hanno riconosciuto alle scienze dello sport la capacità di favorire una maggiore conoscenza dei processi biologici, sociali e psicologici relativi alle prestazioni sportive e, conseguentemente, di offrire la possibilità di ottimizzare i metodi d’allenamento grazie ad una attenta valutazione psicologica.

Chiaramente la valutazione psicologica di un atleta rappresenta soltanto il punto di partenza di un percorso d’assistenza psicologica completa che vuole portare il singolo atleta o una squadra intera all’ottimizzazione dei risultati.

Così, in sintonia alla preparazione fisica e al perfezionamento della tecnica, si aggiunge una preparazione mentale: il cosiddetto mental training. Il “mental training” è un programma articolato d’allenamento psicologico, composto da diverse tecniche selezionate in base alla specificità della disciplina sportiva, all’obiettivo da raggiungere e alle caratteristiche della personalità dell’atleta.

Per problemi di spazio, ci limitiamo a dire che le tecniche di applicazione del mental training, che vengono ampiamente utilizzate con esiti positivi in ambito sportivo, riguardano la scelta degli obiettivi, l’allenamento ideomotorio, lo sviluppo delle capacità attentive, il self-talk, il rilassamento, la gestione dell’ansia e dello stress, l’analisi del comportamento competitivo.

Uno degli elementi più importanti nella dimensione psicologica di uno sportivo è proprio il (self-talk) dialogo interiore: cosa si dice, cosa si pensa e soprattutto come si interpretano le circostanze, è quindi fondamentale il ruolo dello psicologo dello sport in quanto capace di reinterpretare assieme all’atleta il frutto del dialogo interiore nell’otica di un benessere psicofisico, dello sviluppo di una capacità di autoanalisi e di una consapevolezza delle tensioni psicologiche che il più delle volte si riflettono e rispecchiano tensioni psicofisiche.

Un altro compito dello psicologo in ambito sportivo è la socioanalisi della squadra e la consulenza per migliorare la comunicazione tra gli atleti, quella tra i membri dello staff tecnico-dirigenziale e quella tra questi due gruppi.

L’aiuto dello psicologo sta nel rendere prima conoscibile e poi migliorabile la struttura, la dinamica e i meccanismi di funzionamento del gruppo. Se il gruppo raggiunge una buona circolarità di comunicazione, allora può collocarsi in un’area culturale e affettiva, condivisa da tutti gli appartenenti al gruppo, che porta alla solidarietà e al senso di appartenenza, cioè a quello che comunemente viene definito come “spirito di squadra”.

Un ulteriore compito consiste, in occasione di eventuali infortuni, nel prestare assistenza psicologica ai problemi depressivi post-traumatici dell’atleta e nel fargli riacquistare la fiducia in sé stesso nella conseguente riabilitazione.

Appare evidente che il lavoro dello psicologo non può essere occasionale o limitato ad un pronto soccorso in caso di crisi o di problemi eccezionali, ma è un lavoro a tempo pieno perché viene personalizzato sui singoli atleti.

Ma quando si parla di Psicologia dello Sport spesso si finisce a concentrarsi su elementi come le sensazioni, i pensieri e le emozioni e ci si dimentica che per far leva sulla propria “psicologia sportiva” bisogna sopratutto darsi da fare su attività concrete, come il gesto atletico oppure aspetti come l’attenzione in campo, cosa fare per imparare a governarla. Tutto ciò non è altro che pratica, azioni da svolgere in allenamento e in gara.

Una di queste attività è la definizione degli obbiettivi. A qualsiasi livello, un atleta che vuole mantenere focalizzata la propria concentrazione nel tempo, deve assolutamente fissare degli obiettivi prestazionali.

All’atto pratico si tratta di sedersi attorno ad un tavolo, con carta e penna, per chiedersi “quali sono i miei obbiettivi di questa stagione? Quelli di questo mese? E quelli del prossimo allenamento?”

Definire gli obbiettivi non è facile. Il suggerimento è che ciò venga fatto con allenatori e preparatori, poichè spesso l’alteta tende a sottostimare o sopravvalutare le proprie capacità.

Ecco una dei compiti più importanti dello Psicologo, analizzare assieme all’atleta gli obiettivi, collocarli nella dimensione emotiva e ancorarli alla pratica e all’impegno necessario.

Naturalmente anche nella Psicologia dello Sport una delle caratteristiche principali dello psicologo è la riservatezza. Interviene solo su specifica richiesta, mantiene il segreto professionale, non concede interviste, non va in panchina, insomma è uno che lavora dietro le quinte.

Come per tutte le branche della Psicologia, anche in questo caso non è possibile parlare in modo esaustivo di una tematica ampia e complessa, sulla quale sono concepiti corsi di studio, master e tecniche specifiche, per ulteriori informazioni rimandiamo alla lettura di manuali e testi specifici sull’argomento.

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