13 dicembre 2015

Psicoterapia Umanistica

Psicologia e Psicoterapia Umanistica

La Psicoterapia Umanistica è un approccio terapeutico, nato negli U.S.A. nel 1962 da un gruppo di psicologi (Maslow, May, Rogers).

Incentrato su una metodologia dinamica, tale approccio si pone come obiettivo la comprensione del soggetto nella sua totalità individuale, funzionante e piena: l’organismo è un agente attivo, un’unità bio-psico-spirituale-corporea, che entra in un complesso sistema di relazioni con il mondo.

Nucleo centrale della Psicoterapia Umanistica è l’attenzione posta sul Sé, inteso come organizzatore del sentire, dell’agire e dell’esistere della persona.

Scopo primario della Terapia Umanistica è accompagnare la persona in un percorso finalizzato all’armonizzazione, alla realizzazione delle varie parti del Sé ed il raggiungimento di una piena auto-consapevolezza, corporea, psicologica e della propria storia.

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LE 4 MODALITÀ DI INTERVENTO

Il lavoro terapeutico umanistico segue il paziente tenendo conto delle sue esigenze e di quello che “porta in terapia” ovvero nel Qui ed Ora.

Le tecniche e le modalità utilizzate nella Psicoterapia Umanistica sono tutte finalizzate al raggiungimento dell’Auto-consapevolezza, della Libera Espressione e dell’Auto-realizzazione della persona. Esse si incentrano su 4 modalità di intervento:

  1. concentrazione dell’attenzione sulla persona, sull’ esperienza quale strumento essenziale degli studi sull’uomo;
  2. particolare interesse su aspetti diversi dell’ esperienza umana come la libertà di scelta, la spinta creativa e l’autoaffermazione;
  3. valorizzazione della dimensione etica e della dignità della persona ed interesse allo sviluppo del potenziale in essa latente;
  4. spostamento del focus dall’uomo malato all’ uomo sano con un significativo ribaltamento nella concezione di “salute” e di “malattia”.

 

LA PIRAMIDE DEI BISOGNI

Abraham Maslow elaborò una teoria della personalità in cui ha un ruolo centrale la scala dei bisogni, gerarchicamente disposti, a partire da quelli di livello inferiore (fisiologici) fino a quelli di livello superiore (i meta-bisogni cioè quelli di ordine etico-estetico-cognitivo).

Secondo Maslow, una volta soddisfatti i bisogni fondamentali di base, è possibile evolvere verso la soddisfazione di bisogni di più alto livello, fino all’auto-realizzazione.

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Il termine auto-realizzazione è sinonimo di “pienezza umana”, “maturità emotiva”, “autenticità”.

Secondo Maslow, ciascun essere umano ha la possibilità, se non vi sono interferenze negative da parte dell’ambiente, di sviluppare le sue potenzialità, di realizzare cioè il senso e il significato della propria individualità.

La tendenza alla auto-realizzazione è il “desiderio di divenire tutto ciò che si è capaci di divenire”. La persona autorealizzata ha una serena accettazione di sé, delle sue potenzialità e dei suoi limiti; sa godere e partecipare intensamente alla vita ma sa anche apprezzare il valore della solitudine come luogo della interiorità ed occasione di auto-riflessione; è capace di relazioni interpersonali profonde ed autentiche; ha una naturale propensione e preoccupazione per le sorti degli altri e del mondo; ha capacità di adattamento ma critico e non conformistico; ha la capacità di vivere esperienze “culminanti”, di perdita o trascendimento del Sé (peak-experience).

La caratteristica dominante della persona auto-realizzata è la creatività, intesa come una qualità particolare del carattere (freschezza, spontaneità, efficienza della percezione), cioè quella capacità di mettersi in rapporto con la realtà e con il mondo in modo pieno ed aperto e che si esprime in tutte le attività intraprese (“Verso una psicologia dell’essere” 1968).

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LA TERAPIA CENTRATA SUL CLIENTE

L’approccio centrato sulla persona, sviluppato da Carl Rogers, si basa sull’importanza delle risorse e delle potenzialità insite in ogni individuo.

Per Rogers quindi la persona già possiede le capacità per auto-comprendersi, modificare e migliorare il proprio comportamento (tendenza attualizzante).

Il ruolo del Terapeuta è facilitare questo compito creando un clima di accettazione, empatia, responsabilizzazione, che faciliti l’auto-realizzazione del Cliente.

Terapia individuale

La salute mentale è vista come un normale proseguo della vita dell’uomo, mentre i problemi che possono insorgere derivano da una distorsione della “tendenza attualizzante”.

Rogers individua alcune caratteristiche cui il terapeuta deve attenersi se vuole stabilire un rapporto empatico di stima e fiducia reciproca con il paziente e se vuole essere efficace come terapeuta:

Congruenza personale”: il terapeuta sarà trasparente, autentico, in quanto più sarà se stesso e meno si nasconderà dietro il ruolo dell’esperto, più semplice sarà semplice il lavoro di facilitazione al cambiamento del cliente.

Spontaneità”: sono le condizioni più importanti per creare un clima terapeutico favorevole ad un contatto umano, da persona a persona, e ad un rapporto di reciproca stima e fiducia;

Accettazione positiva”: il terapeuta accetta pienamente il paziente, non cerca di imporsi a lui, non è direttivo, non lo spinge al cambiamento, non esprime giudizi;

Comprensione empatica”: il terapeuta riesce a percepire ciò che prova il cliente nel suo mondo interiore senza per questo fondersi con lui.

Per Rogers sono sufficienti queste condizioni perché il processo di cambiamento della persona sia facilitato. Solo se il terapeuta possiede tali caratteristiche può facilitare la liberazione delle più autentiche potenzialità dell’essere umano, volte a livelli di integrazione e maturazione sempre più elevati.

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